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Quando Celestino incontra Anna


Anni fa lessi un testo altamente formativo, “La profezia di Celestino”.
Una va**ata niu eig che interpreta la realtà secondo dettami ben precisi, e seguendo le regole proposte l’umanità si dovrebbe sviluppare verso il meglio.
Essendo, per l’appunto, una waccata ho rimosso la maggior parte delle cose lette tranne questo: che se si mantiene la mente aperta spesso si ricevono delle ‘premonizioni’ che ci guidano sul futuro.
Ad esempio: capita di mangiare la girella, e ripensare a quel compagno delle elementari con cui scambiavi spesso merenda: il tuo panino al prosciutto per la girella. Poi al pomeriggio vai alla Coop e taaac, chi trovi in cassa?...il suddetto compagno. Ecco, la ‘profezia di Celestino’ raccomanda a quel punto di parlare col compagno, che potrebbe avere un messaggio della vita per te.
Ora, questa cosa è abbastanza vera. Alla peggio, il messaggio sarà che c’è la farina della pizza in offerta, ma insomma anche quello può essere utile.

Sarà quindi un caso che, mentre rileggo la serie di Anna di Green Gables, scopro tramite i social network che Netflix sta trasmettendo la serie “Chiamatemi Anna”?
C"he è BELLISSIMA.
La serie prende la maggior parte degli spunti dal primo libro, ma non credete a chi scrive che è ‘fedele al libro’.
In realtà reinterpreta la vita di Anna in una luce più noir e (ce ne si rende conto vedendola) forse più veritiera.
Anna ha conosciuto la solitudine, lo sfruttamento, il lavoro fin dalla più tenera infanzia.
È normale che quindi le sue estreme fantasie siano da leggersi come metodo per sfuggire la realtà…
Ma lo si comprende bene solo vedendo questa serie. Dove Anna fatica ad inserirsi con i compagni, perché conosce molto di più i lati oscuri della vita e stenta a comprendere una vita fatta di grembiuli puliti e mele ruggine.
In tutto questo il rapporto con Gilbert Blythe assume un tono diverso. Gilbert ‘comprende’ Anna, perché anche lui è ‘straniero’ ai compagni; ha vissuto in città, letto libri differenti, conosciuto molte persone. Ed è costretto a prendersi cura di sé e del padre. Per questo in Anna riconosce ‘un’anima gemella’, dove gli altri vedono solo una buffa ragazzina coi capelli rossi.
La serie modifica le situazioni e i personaggi, regalando loro più sfaccettature. La signorina Barry ad esempio è lesbica, mentre Jerry è nascostamente innamorato di Anna. Matthew vive più profondamente il rapporto con Anna, la figlia adottiva, e si porta dentro delle ferite dell’infanzia.
Vengono poi introdotti degli elementi di ‘giallo’ che portano ad aspettare con ansia la prossima stagione. Per esempio…che tipi saranno i misteriosi pensionanti di Anna? Matthew concretizzerà la sua storia con la signorina Ginny? E Gilbert tornerà a casa?

Non vedo l’ora che rilascino la seconda serie!

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