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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2012

MEMENTO MORI

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In treno, origliavo la ragazza seduta due sedili più in là, mentre parlava al cellulare. “Sì sono in ritardo…ho perso la fermata XY, e ora sono finita a XX…ero troppo stanca per accorgermene…” Ma quante volte capita di sentire qualcuno dire… “ero troppo stanca per “ + “scendere dal treno alla fermata giusta”, “non tamponare l’auto davanti”, “fare l’amore con mio marito”, “accarezzare il gatto…” Ma dove corre la gente invece di vivere? Dov’è che accumula tutta la stanchezza? Questa frase ascoltata per errore ha fatto le veci del rito delle Ceneri (quel rito di inizio Quaresima, quando il parroco dice “ricordati che devi morire” o più modernamente “convertiti e credi al Vangelo” tirandovi in testa un chilo di cenere…). Mi sono ricordata che la vita va vissuta, e non corsa. Per esempio, oggi l’unico momento di corsa che ho fatto è stato alle cinque, quando ho approfittato della visita di Roswell alla toilette per correre fino all’ascensore. Baaaaseeeee!

La schiava Isaura

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Vengo spesso tacciata di essere stakanovista. In uno dei miei primi lavori in team, i colleghi mi avevano soprannominata Florence, come la cameriera dei Jefferson, perché avevo sempre in mano qualche strumento di lavoro. Da quel lavoro come educatrice in un centro per ragazzi difficili, molta acqua è passata sotto i ponti; anche come archivista sollevavo gli stessi pesanti scatoloni dei colleghi uomini nerboruti… L’Augusta Genitrice dice sempre che per fermarmi bisognerebbe spararmi nei piedi. Ma ho capito di essere una barzelletta vivente quando, l’altro giorno, le amiche di Inculonia (mogli degli amici di Mr T) mi hanno presa in giro perché a Capodanno ho servito io a tavola al posto della padrona di casa (beatamente spaparanzata a pettinare il suo maltese), e prima ancora avevo preso io i cappotti degli ospiti in arrivo (mentre la padrona di casa faceva i complimenti al suddetto maltese per aver salito da solo le scale…d’altro canto il compagno stava cucinando…) Tra proposte per andar…

No, non sono magra.

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Ecco, non mi definirei neppure in sovrappeso: diciamo “morbidina”. Sono passata  dall’essere una bambina decisamente tonda al diventare un’adolescente tormentata e anoressica, per passare (dopo due ricoveri ospedalieri e un sacco di colloqui con dottori vari) a riprendere peso e diventare una procace uiversitaria. E da lì, fatto salvo il periodo di pronunciato dimagrimento durante i preparativi del matrimonio, non sono più cambiata. Ma ciò che davvero non cambia mai sono le battute stupide della gente. Non cambiano le prese in giro dei compagni di classe, che mi hanno trascinato all’anoressia; né i commenti delle ‘amiche’ mentre riguadagnavo faticosamente il peso e la serenità perdute; né i sospiri dei colleghi uomini, “ah, se solo pesassi quei cinque chili in meno saresti davvero una modella”… Quanto vorrei per una volta piazzare due sonori schiaffi in faccia a questa gente al grido di “Ah, se solo avessi un paio di chili di cervello in più!”…Perché sono chi sono, e ciò che sono, perché h…

Milanesitudine, o della demenza di madame S

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L’altro giorno a ‘Striscia la Notizia’ hanno mostrato un video della signora Santanchè, che faceva il verso alla Sotis (quella vera!) parlando della milanese tipo come prototipo della femme fatale. Ora, sebbene mi vanti di essere una provinciale comasco – varesotta con discendenze materne del Polesine (un crogiuolo di popoli nordici, direbbe Maroni), a Milano passo, da dodici anni a questa parte, almeno 9 o 10 ore al giorno. Madame raccontava che la milanese tipo ha gli sciatusc, sennò mica è milanese vera; e altresì, alle 8 di mattina, circola in tacco 10, calza velata e minigonna (potrei anche chiedere se questi esemplari li incontra in viale Zara, ma lasciamo perdere...) E ‘sciatusc’ come parola non solo non l’ho mai sentita io, ma nemmeno la povera Scrausy, autoctona dei Navigli, che l’ha cercata su ‘alfemminile’ per aver pace… Lasciamo poi perdere ‘idea della milanese ‘taccata’ di prima mattina: qualsiasi milanese doc al massimo si porta le scarpe tacco 10 al lavoro (perché, conside…

il rock della casalinga post vacanza

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Casa mia, dopo la fuga a Madrid, è un disastro…già, ma voi lo direste a un marito che sorridente e senza recriminazioni vi saluta per lasciarvi andare in vacanza quattro giorni senza di lui “Che, me la passi l’aspirapolvere?”. Così ieri mollo il lavoro, corro a casa e  Lavatrice, Aspirapolvere, Disinfezione bagno, Rammendo… E come colonna sonora mi è venuta in mente questa qui:

Italia, ancora!

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Da lontano…da vicino…resti il mio valentino

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Sì, stavolta siamo lontani. Fino a stasera, quando atterrerò da Madrid…ma intanto, eccoti i miei auguri.

Sfida alla maledizione spagnola

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Con la Spagna ho un pessimo rapporto. La prima, pessima esperienza è stata dopo la laurea: invece che l’agognato viaggio in Grecia, che sognavo dalle elementari (traviata dai film della principessa Sissi, I know…ma ognuno ha diritto ai suoi sogni), la Buon’Anima - il mio allora fidanzato- mi trascinò in un viaggio di gruppo con l’allora combriccola di ‘amici’. Vi dico solo che tornammo a gruppi separati, e da quel viaggio tornai con meno numeri sul cellulare e l’insanabile convinzione di stare insieme a un mentecatto. La seconda volta, se possibile, andò peggio ancora: con Mr T avevamo attrezzato il furgone della sua piccola ditta così da farne una casa viaggiante, con lo scopo di arrivare a Lisbona: finì che ci fermammo a Barcellona, esasperati da una serie di contrattempi e sfighe continue. Il viaggio in Portogallo si trasformò in tour della Provenza…ma di certo non ci riusciamo ancora  a scordare l’agghiacciante notte di Ferragosto 2007, trascorsa in un autogrill fuori Barcellona, c…

Fabolous meme

Copio da Moma…il mio primo meme! Ma Disney è Disney… 1. Qual è la tua fiaba preferita? Cenerentola. 2. Quale quella più odiata? No, nessuna direi… 3. Qual è il tuo cartone animato Disney preferito? La Bella Addormentata nel bosco. 4. Quale sogno vorresti che la bacchetta magica della Fata Madrina rendesse vero? Beh, intanto se questa donna ha il potere di rifarmi il guardaroba con un pezzetto di legno…ha tutta la mia stima e amicizia. 5. Il tuo cattivo preferito? Maga Magò 6. E adesso il principe azzurro dalla quale vorresti essere salvata… Filippo. Mi piaceva molto anche Erik, il principe della Sirenetta, ma era così idiota che a momenti mandava la sua amata a far compagnia alle bolle…figurarsi essere capace di salvare qualcuno! 7. Quale dei sette nani ti rappresenta di più? Dotto 8. Se Mago Merlino potesse tramutarti in un animale per un giorno, quale vorresti essere? Una tigre. Roar! 9. Se fossi Raperonzolo, come trascorreresti le tue giornate chiusa nella torre? Sono capace di inventare l…

Perdere l'amore (OVVERO: storia di un'impiegata di campagna accerchiata da squali)

Negli ultimi giorni sono stata attaccata da un raffreddore ferocissimo e dalla febbre: conseguenza dello stress per aver fatto – nella settimana precedente – un sacco di straordinari per testare un progetto che avevo seguito.  Così me ne sono stata a casa in esilio. E intendiamoci: nulla mi piace più dell’esilio a casa mia. Ho i miei libri, un sacco di tempo in più per stare con mio marito e il mio cucciolo, e (a parte l’inevitabile rimbambimento da febbre a 38°) diciamo che mi faccio passare le giornate con facilità estrema. Però… Però, ieri, mentre giacevo in un capezzale di dolore e letteratura, il mio cellulare ha squillato. Era un collega della sede estera, che si trovava in Italia e voleva discutere del progetto sviluppato, per poterlo esportare al di là delle Alpi. Che dire? Un’occasione più unica che rara, per cui ho avvisato Roswell, il mio caro capo, chiedendogli se potesse presentare il progetto al posto mio. “Ma hai ancora la febbre?”…sms di risposta: “Ho il naso che cola com…

Che giorno d'epoca!

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Oggi ho realizzato che sto veramente diventando antica:  nei film di pomeriggio di Rete 4, quelli così vecchi che sono pieni di gente morta, hanno programmato “I Ponti di Madison County”. Un film che ho visto uscire al cinema, quando lavoravo al banco Cocacola e popcorn nella sala cinema parrocchiale del mio paesino. Sono così vecchia che sono coeva dei capelli di Clint Eastwood.