martedì 23 maggio 2017

Cosa leggo in questo periodo



La frase sopra sarebbe già una regola di vita in generale…e diventa particolarmente utile in questo momento dove il tempo per far qualcosa (che pure amo) è sottratto a Pannolina, a Mr T, a Miciosauro e Puzzolo…
Motivo per cui più che un periodo di letture è stato un periodo di letture abbandonate!
Hygge di L.M. Brits – cominciato e abbandonato alla pagina 40. Il concetto è: come sono felici i danesi che si chiudono in casa, non sentono le differenze di classe e giocano a risiko a lume di candela con la cioccolata da parte. Per questo sono il popolo più felice del mondo. E grazie al Caspio. Io imputerei la felicità più che altro alla politica sociale seria,  tipo avere una casa accessibile appena decidi di andare a vivere da solo, una politica di serio sostegno nel caso si decida di allargare la famiglia, un posto di lavoro adeguato senza necessità di conseguire 8 master (e andare a giocare a calcetto, chiaramente), al fatto di lavorare un numero congruo di ore. E tanto, tanto altro. Poi se vogliamo pensare che la candelina accesa sia il segreto della felicità, ok, va bene. Facciamo però che risparmio tempo, e ti lascio a pagina 40 ad accendere candeline e spargere plaids per casa.
Sposati e sii sottomessa di C. Miriano – sempre peggio. L’autrice, giornalista affermata e cattolicissima madre di quattro figli, afferma l’importanza per le donne di sacrificare se stesse per la famiglia. Arrivo a pagina 80 e comprendo che stiamo tornando al medioevo. Già, facciamo 4 figli. Ma beati tu e tuo marito che ve li potete mantenere, e a cui è andato sempre tutto bene…se invece ti capita di avere più di un aborto? Se fate fatica a tirare fine mese in tre? Se gli aiuti dei nonni sono relativi? Direi che fai meglio a risparmiare il fiato invece che sederti in cattedra e sentirti in dovere di indottrinare il mondo dall’alto della tua cattolica supponenza (e lo dico da cristiana). Quando poi ha suggerito alle tue amiche e alle figlie di non rinnegare il proprio ruolo di madri dell’umanità e di sacrificare se stesse, ho deciso di portare il libro fuori di casa, via, donazione alla biblioteca. Sia mai che resti in casa e ci sia rischio che Pannolina lo legga. Una vita a cercare di insegnarle a dar valore a se stessa, a non farsi andare bene qualsiasi cosa un fidanzato isterico le imponga…poi arriva ‘sta catechista dei giornaletti a disfare tutto. Ma lungi, lungi!
Un uomo una donna e un bambino di E. Segal – questo sì, letto fino alla fine. E abbondantemente innaffiato di lacrime. Di questo libro ho sentito parlare a lungo, era alla base di un gioco di ruolo proposto dallo psicologo al corso prematrimoniale della parrocchia. Ma nessuno l’aveva letto mai…finché l’ho trovato al mercatino dei libri pulciosi. Bellissimo, commovente e desueto per i valori moderni forse…ma profondissimo e umanissimo nell’interpretazione dei personaggi. Bello, bello e bello.
…per ora voglio finire la saga di Anna dai Capelli Rossi, visto che ora su Netflix stanno trasmettendo la serie appena uscita (e ho contattato qualche anima pia per farmela scaricare ;) )…poi mi lancerò sulla serie leggera proposta da Moma. Vediamo. Come dice Oscar Wilde però, la vita è troppo breve per leggere libri non belli!

lunedì 15 maggio 2017

Lavori che succedono

Cos’è successo in questo periodo?
Innanzitutto, è accaduto l’inevitabile: sono tornata al lavoro.
Vi confesso che ho giocato al lotto (senza troppa convinzione, ma la speranza è l’ultima a morire) : diciamolo pure che, fossi riuscita a finire di pagare il mutuo, avrei valutato seriamente di non tornare più in questa valle di lacrime, o quantomeno: mi sarei presa un’aspettativa di due anni per godermi Pannolina in privato.
Purtroppo, come si desume dal tono tragico del post, non ha funzionato e sono ancora qua, per fortuna con orario di allattamento per ora. Sto seriamente valutando se non sia possibile fare il part time almeno per un paio d’anni, vedremo.
Intanto faccio subito una riflessione, e cioè che – come al solito – sono stata accompagnata da previsioni catastrofiche sul rientro al lavoro:
“ tua figlia patirà le pene dell’inferno al nido…”
“tu avrai sensi di colpa e depressione…”
“ti stresserai per il treno, patirai e ti finirà il latte”
“non riuscirai a staccare dai problemi dell’ufficio…”
“non riuscirai più ad avere la casa in ordine…”
…aggiungete anche cose di vostra fantasia, l’importante è che siano catastrofiche: ho sentito dire cose che hanno superato l’immaginazione.
Come ovvio, non era vero un catso.
Questo ormai è un leitmotiv della maternità, anzi mi sento di scriverlo per aiutare tutte le future mamme che passano di qui…non date retta a un cavolo di quello che vi dicono! Non è detto che poi piangerà sempre, non è sicuro che vi terrà sveglie la notte, non si può ancora sapere se vi farà dannare per coliche o denti (Pannolina ne ha buttati fuori 4 di dentini, tutti insieme, questo weekend …e no, non ci sono stati morti e feriti).  Non è certo che il ritorno al lavoro sarà tragico.
Ma una cosa, questo sì, è il caso di dirla. Quando arriverà il pargolo, fatevi un regalo: mettetevi da parte. Non c’è bisogno di mantenere il rito dell’aperitivo (se le amiche vi vogliono bene verranno a sbevazzare a casa vostra e a spupazzarsi il cucciolo) , non c’è bisogno di andare dal parrucchiere o in palestra due volte a settimana. C’è bisogno che viviate questo momento in pieno.
Mi sembra che sia volato letteralmente il tempo dedicato all’allattamento esclusivo, quelle ore passate cuore a cuore io e Pannolina, coi suoi occhi adoranti e felici mentre poppano, io ad accarezzarle la pelle morbida o a leggere…
Il punto è che ogni fase vola…e credo che la sofferenza e lo stress derivino dal voler stare per forza dentro abitudini vecchie, che non fanno più per voi. Come voler calzare a tutti i costi una scarpa numero 38, e voi portate il 40…lo fareste? Solo perché del 38 avete ancora tante scarpe?
Il punto è che accettando il vostro ’40 di piede’ neo acquisito, scoprirete che avete un sacco di nuove splendide scarpe, comode per voi.
Il ritorno al lavoro non è stato traumatico forse perché ho affrontato la questione senza voler per forza fronteggiare tutto come nella mia vecchia vita. Non esiste più, né quell’approccio lavorativo, né quella me stessa, né quelle abitudini. Ora esiste la mamma di Pannolina, che lavora, ma che soprattutto si preoccupa che Pannolina sia felice. E il lavoro serve, sopra ogni cosa, perché ci serve per le cose importanti per la nostra famiglia: pagare la casa e le bollette, del buon cibo, abiti per coprirci, e per poter fare qualche viaggetto tutti insieme, come piace a noi.
Non so se verrà il giorno in cui vedrò le cose in maniera differente: quello che so è che per ora va così, e non ho intenzione di stringermi per star dentro una vita che non mi appartiene più.
Ne ho una molto più grande, ora.

giovedì 27 aprile 2017

Fashion Revolution Week - cose che ci piacciono

Conoscete la Fashion Revolution Week?
Ogni anno, dal 24 al 30 aprile, si celebra in tutto il mondo la Fashion Revolution Week, la settimana in cui i consumatori possono chiedere risposte etiche ai brand di moda affinché rendano chiara la propria filiera produttiva. Molti pubblicano foto delle proprie t-shirt al contrario, con etichetta leggibile, e con l'hashtag #whomademyclothes chiedono spiegazioni al produttore. Questa esigenza, e la scelta della data di inizio della manifestazione,  nascono dalla strage del Rana Plaza,in Bangladesh, dove morirono 1133 operaie nel crollo della fatiscente struttura dove lavoravano per alcuni dei più famosi brand di moda.
In realtà la moda si è fatta negli ultimi anni sempre più fast: vi è mai capitato di vedere qualcosa ad esempio da H&M, tornare 2 settimane dopo e non vederne manco più un esemplare? ! E non perché sono andati tutti a ruba: il motivo spesso è la rottamazione dei capi invenduti perché c'è una nuova collezione. Non l'anno dopo. Il MESE dopo. E di quante case produttrici dal comportamento identico potremmo parlare!
Ovviamente non coprono nemmeno gli impatti ambientali del tessuto, della sua produzione...e siccome gli abiti fast fashion non sono mai costosissimi, non resta che il costo della manodopera da rosicare per trarre vantaggio economico per il management!
Attenzione, non faccio solo un discorso di "teniamo la filiera produttiva in Italia", come pure sarebbe giusto vista la fame di lavoro che c'è qui. Faccio un discorso di sicurezza sul lavoro, che in paesi del terzo mondo manca...di sfruttamento, anche minorile, del lavoro...e di costo ambientale altissimo nel tenere questo ritmo!
Un ritmo che poi con la vera eleganza non c'entra nulla.
Prima di acquistare un capo, oltre alla classica domanda, "mi serve davvero? ", dovremmo affiancare "vale ciò che costa (magari la vita di un bimbo)?"..."sono sicura che non posso scusare con altro? "
Non per tirarsela ma....ormai sono la regina del ' posso scusare con altro!" Mettiamo anche per la voglia di risparmiare 2 soldini che possono servire più a Pannolina che a me... le soluzioni sono tante: scambiare i vestiti con una sorella, riciclare gli scarti di armadio dell'altra (Nenny è pazza, butta abiti praticamente nuovi), restylizzare quel che si ha: il colore è fuori moda?...vai di Coloreria! L'orlo troppo lungo?...si accorcia...la scollatura eccessiva?...Copriamo con un collo di pizzo, o un tessuto a contrasto...e poi c'è sempre il fantastico mercatino dell'usato di Inculonia, l'unico negozio che rimpiango della mia vecchia casa.
Insomma cercando di acquistare poco di nuovo, quando ce n'è reale bisogno.
Di recente, seguendo sempre la regola dei 33 pezzi a stagione ( nel caso mio sono arrivati a 37...niente, ci sono motivi di autoflagellazione più importanti e mi sono sentita di soprassedere), ho comunque notato che ho vestiti autunnali per le mie prossime 3 vite...pazienza, quando sarò troppo vecchia per certe gonne ( limite pericolosamente vicino) le regalerò ...ma mi ha lasciato di stucco constatare che veramente compravo anche cose assurde e immettibili senza colpo ferire!
Comunque sia, visto il successo del post dedicato al maglioncino nero ereditato da Nenny, ho preparato una galleria dedicata al "come ti porto lo straccetto del mercatino di Torre San Giovanni ", che poi è lui:
Trattasi di un top H&M comperato al mercatino al mare, venduto a 1 €: il venditore recupera capi che le catene fast fashion destinano all'immondizia, appunto perché 'sorpassati '. Aveva ancora attaccato il suo bravo cartellino di negozio, quando l'ho pescato io...eppure si può portare in tanti modi.
CERIMONIA EAST CHIC...che si traduce nel nostro bravo top con gonnina trovata nella bottega di quartiere Milano Isola ormai 10 anni fa, la borsa Guess regalatami da Mr T quand'eravamo morosini (trad. Fidanzatini), pashmina regalata della mia fricchettonissima amica Fata Erborista: e ti risolvo anche un matrimonio civile, una cresima...a zero euri!
COME ROMINA POWER! Che a me poi MIpiaceva ( lo so che non si scrive...ma è un rafforzativo!)...gonna trovata anch'essa al medesimo mercato e pagata 2 euro, collana fatta con capsule nespresso e realizzata dalla sapienti mani di una mia collega. Lo adopero per un giro di shopping per le vie del paese, con una borsa grande beige e i sandali in tinta...molto rilassante e colorato, un outfit costato 24 euro (se conto tutti gli accessori)

ANIMA MIAAA, TORNA A CASA TUAAA!
Mi basta il maglioncino bianco Camaieu ( pagato 9 euro anni fa) e la collanina di perline e uncinetto beige (bottega di quartiere, presa 6 anni fa a 8 euro) per sentirmi fresca e innocente. Con jeans ricamati e borsa shopping beige, sono pronta la messa della domenica  (+aperitivo in piazza)

 L'HO GIÀ DETTO CHE AMO L'ARANCIONE? È un po' il mio marchio di fabbrica, allegro come un mandarino, simpatico come una gerbera e profondo come il tramonto...al punto che 2 anni fa ho fatto una delle mie poche follie e ho comprato una borsa Longchamp di questo colore ( e partirono così 70 euro...😨). Qui l'ho abbinata a una pashmina della stessa tinta (souvenir di viaggio di Nanny ), dei jeans (semplici semplici, taglio boyfriend, di Kiabi: 10 euro, 4 anni fa) e il sempiterno top. E sono pronta per l'aperitivo in piazza.

SVEGLIA LA LEOPARDA CHE È IN TE. Quei giorni lì, in cui ti senti "la regina del faccio-schifo-al-piffero", hanno bisogno del corrispettivo della bevanda alla taurina per l'abbigliamento. Che si traduce in LEOPARDATO. Sembra eccessivo ma non c'è nulla che mi faccia sentire più ironica! Via alle mie ballerine leopardate(19€) col foulard in tinta (3€, preso  6 anni fa a una bancarella). Il jeans semplice e il top evitano l'effetto Moira degli elefanti e posso andare a prendere Pannolina al nido. 

DEVO TORNARE AL LAVORO, GOVERNO LADRO. E sicuramente toccherà piegarsi a presenziare a qualche mega meeting su quanto enormemente vendiamo (che lascia poi il dubbio "e com'è che però a me non dai un ca**o?")
Secondo alcuni ' nero marrone è vestir da cafone '...ma secondo me col tailleur kiabi (17 euro in saldo) e con la collana kiabi (3 €), il top fa un figurone. E anche se funereo, l'occasione lavorativa da noi non è mai festosa...

CHI DI VERDE SI VESTE...di beltà sua troppo fida, dice il proverbio. Ma se lo metti nei pantaloni, il rischio di avere il viso col colorito di una cozza portatrice di epatite sparisce! Io lo abbino al top e al maglioncino bianco, e richiamo con braccialetti di perline in tinta marrone e con ciondoli smaltati. Che ne dite? Comprare meno abiti di può? 


martedì 4 aprile 2017

Ho ritrovato un'amica

Dunque, cosa sto facendo.
Sto inserendo Pannolina nel Nido dei Sogni: un micronido vicino a casa, con solo otto bimbi, tre maestre (di cui una psicologa), due papere e una gallina, un orticello curato dai frugoletti. Non potrei essere più felice di così per la mia piccola, che infatti la sta prendendo bene. Chi la prende male sono io! Per ora stiamo separate 4 ore al giorno, e dirvi che "mi manca" è minimizzare.
Per riprendermi dalla nostalgia programmo grandi restauri e pulizie domestiche, pubblico articoletti sui giornali locali, sistemo l'orto, mi perdo nelle farraginose burocrazie dell'INPS per i congedi maternità , faccio progetti più o meno realizzabili...e ho ritrovato un'amica.
Ci passavo insieme tutte le estati alle medie: siamo state insieme in campeggio, al mare, in piscina, sull'amaca in giardino...
Volevo essere come lei: le trecce rosse e una fantasia mirabolante, le sfighe più comiche e assurde e le maniche a sbuffo (ok...crescendo i capelli rossi e le sfighe assurde sono rimasti parte anche del mio quotidiano).
Di chi parlo? Ma di lei, Anna Shirley, in Italia nota come "Anna dai Capelli Rossi".
Già leggo alla piccola le storie che più ho amato, così ho recuperato dai miei vecchi scaffali "Anna di Green Gables", ormai quasi a pezzi.
Mi sono immersa di nuovo nelle storie tragiche, comiche e commoventi della ragazzina canadese e...ho deciso che oggi, nell'epoca degli ebook, non potevo più fare a meno di conoscere i sequel!
Eh sì,  da una vita ero a conoscenza dei cosiddetti "Anne's books", ma non sapevo nemmeno dove trovarli...
Ma ora, grazie Internet! , ho trovato quasi tutti i volumi. È stato bellissimo ritrovare Anna sul portico di Green Gables, mentre combina una nuova serie di guai con il nuovo vicino di casa; è stato anche meglio seguirla all'università, vederla stringere amicizie e vivere con le nuove amiche; ed ancor di più è stato bellissimo vedere Anna innamorata,  ma non diremo di chi.
Ci sono giorni in cui è difficile staccarmi dal kindle!
Ora mi piacerebbe vedere gli sceneggiati tratti, magari tv2000 ( che tira sempre fuori delle chicche) prima o poi mi accontenterà.
Questo sarebbe Gilbert...

Comunque su Pinterest ho scoperto che c'è una nutrita schiera di fans di Anna...e io me la immagino proprio così !

lunedì 27 marzo 2017

Ma sul serio? - mamme moderne e follie del marketing

Che l'usa e getta per me sia follia lo sapete...basti pensare che uso i pannolini lavabili. Ora, forse il mio è stato un atteggiamento talebano,  ma man mano che passa il tempo mi rendo conto che siamo alla frutta per quanto riguarda l'approccio "maternità e prodotti ".
Alcuni esempi?
SALVIETTINE UMIDIFICATE. Che mano santa.
Se sei fuori casa, al parco magari, e non c'è modo di pulire il visino, le manine o il sederino al bimbo. Ma se sei a casa, di parenti o addirittura la tua? Ho visto madri ricorrere alle salviette usa e getta pure sul proprio fasciatoio. Ma ti si è  rotto il rubinetto? ! Oltretutto, per quanto delicate,  le sostanze contenute saranno sempre meno pulenti dell'acqua. L'accoppiata salviettina di microfibra e acqua ti risolve un'imbrattatura che ci vuole mezzo pacchetto di salviette usa e getta per tamponare.

  • Oppure la vaccata assoluta : i dischetti per i capezzoli, meglio noti come COPPETTE ASSORBILATTE. Quando si fa il corso preparto sembra una delle cose che occorre acquistare subito. Eppure, siamo veramente pochissime mamme ad allattare al seno oggi. Questo perché  (se fate bere una puericultrice, dopo 5 mojito ve lo confessa ...) molte ditte di alimenti per l'infanzia regalano a loro bonus ( nel caso migliore culle o biberon per l'ospedale,  nel peggiore vacanze) per disincentivare l'allattamento al seno. Sì, ve lo do per certo. Caso ha voluto che una delle puericultrici in ospedale fosse una mia compaesana, che vedendomi perplessa alla proposta delle sue colleghe di dare la "giunta di formula artificiale ", mi ha rivelato la faccenda, invitandomi invece ad attaccare Pannolina il più possibile. Stessa cosa mi è stata confermata da un'altra puericultrice (sorella di un'amica). Non giudico sui due piedi questo atteggiamento, che fa il male del bambino: e dopo 7 mesi di allattamento al seno, in cui ho portato fuori Pannolina praticamente sempre, vi assicuro che nessun integratore preserva la salute dei piccoli come farli poppare tanto. Ma poi, a questo punto, se già avete deciso di far allattare queste donne in modo artificiale,  perché consigliate loro di comperare le coppette? Semplice, pure quelle sponsorizzano i reparti maternità. Peccato che servano a poco e niente. Io comincio a perdere gocce di latte dopo 10 ore circa che non allatto. E questo intervallo lungo già avviene di rado. Ma poi: il latte non puzza, non fa schifo, non è contaminante o inquinante! Perché devo mettere quei paracolpi pruriginosi? Un paio di fazzolettini di cotone vanno benissimo. Li lavi, li stendi, altrogiro altracorsa. Oltretutto se ti viene il raffreddore hai pure il fazzoletto sottomano 😁.

E poi le TRAVERSINE IMBOTTITE. Una specie di salvietta usa e getta da mettere sotto il sedere del bambino quando si cambia. Giusto l'altro giorno, una cugina me ne ha regalato un intero pacco, visto che ha spannolato la figlia di 4 anni (...e anche qui: all'anima! Pannolina fa già capire adesso quando sta producendo roba pesante. Me l'avevano detto che i pannolini usa e getta prolungano lo spannolinamento...ma è già il terzo caso che sento di bimbi che vanno alla materna pannolati. Pensateci al lavabile...almeno per lo spannolinamento..)
La suddetta traversina non solo viene usata al ristorante /in treno (e ancora posso capire, magari può far schifo poggiare una salvietta propria in un posto pubblico). Alcuni le usano a casa di zii, nonni e addirittura propria. 😮 "perché se  si sporca la butto via". Ceeerto. Ma le tue mutande se si sporcano le butti? E la salvietta del bidet? E le lenzuola, quando hai il ciclo, mai sporcate? Fai così, avvolgiti nel domopack, così non sporchi mai niente e poi al massimo butti via tutto.
Posso compredere l'esigenza di usa e getta in ambienti come nidi/ospedali/Asl, dove l'igiene può essere compromessa dalla presenza di malati. Ma perché siamo diventati così pazzi da sterilizzare,  implasticare, buttare tutto anche nella vita quotidiana? Basta il cotone pulito, lavato a 60 gradi...
Basta lavare il seggiolone con acqua e bicarbonato, perché usare l'Amuchina? Ma poi, davvero respirare questi medicamenti fa bene ai bambini?
Oltretutto è tutta roba che costa cara e ingombra casa per nulla!

E poi...volete mettere la carineria di un cestino così,  lasciato in bagno a disposizione degli ospiti o del sederino di nuovo lindo di Pannolina?💓

lunedì 20 marzo 2017

Un barattolo per papà T

È un po' che non aggiorno, mea culpa!
Per la prima festa del papà di Mr T io e Pannolina (...ok, io) abbiamo preparato un barattolo delle sorprese. 
È bastato prendere un barattolo vuoto (quello dei sottaceti,  ben lavato e senza etichetta). Ho dipinto il tappo di celeste e bianco, scrivendo il numero 1 (come "prima festa del papà"). Poi ho preparato un'etichetta in tinta celeste, scrivendo coi timbrini (di Tiger, pagati 2 euro) "buona festa del papà" e incollando una foto tessera di Pannolina. 
All'interno ho inserito 52 piccole sorprese: la foto di Pannolina, diversi pensierini scritti col punto di vista di Pannolina o dei mici...ad esempio "mi piace quando mi cambi il pannolino", "amo le tue pernacchie sul pancino", "mi piace quando mi fai i grattini sotto il mento", "è bello quando mi dai i croccantini"...qualche bigliettino l'ha scritto anche il nipote Nano Piccolo ("mi piace guardare la partita della Juve con te"...uh signur ).  Poi ho aggiunto un confetto del battesimo di Pannolina,  qualche caramella gommosa di Lupo Alberto,  dei cioccolatini,  una moneta da 2 euro incollata con lo scotch per un bonus colazione, un ticket restaurant per una cena al nostro ristorante preferito, un buono "pizza e film" del sabato sera (che poi è il nostro sabato sera classico...), un buono per il famigerato tatuaggio che si deve fare in onore di Pannolina  (un mio amico delle elementari ha aperto la sua bottega di tatuatore qui a Stars Hollow...vediamo se questa volta  Mr T si deciderà!)....
Per finire, abbiamo legato con un nastrino blu le istruzioni : aprire un biglietto a settimana, così durerà un anno fino alla prossima festa del papà!
Costo del progetto : poco e niente. Ma il divertimento a realizzarlo è stato tanto! Anche quello di Pannolina, che ha strappato tutti gli avanzi di carta celeste e ci ha decorato il pavimento. 😅

lunedì 27 febbraio 2017

Notti da mamma coslepeer

Non era proprio un' intenzione. Diciamo più un effetto collaterale.
Sì, il lettino messo tipo sidecar al lettone, agganciato alla nostra rete con fascette è un'ottima idea...ma a volte, se Pannolina sta poco bene o se io sono stanca, finisce che l'alllato nel lettone e poi il trasloco nel lettino va a farsi benedire. Mr T un po' si arrabbia, ma spostarla ogni volta è uno sbattimento...e tante volte mi addormento anch'io mentre lei poppa.
Semplicemente ho preso la precauzione di farla poppare ' lato lettino', così non disturba il riposo di papà  ( che il giorno dopo lavora e si deve svegliare presto ).
Però...bisogna fare i conti coi gatti.  Che a volte si fanno prendere dalla nostalgia canaglia e vengono nel lettone pure loro. E con Mr T che si appiccica addosso nelle notti fredde.
L'altra notte, Pannolina aveva la febbre post vaccino e così ha dormito con noi. Puzzolo si è piazzato tra me e Mr T...che dal canto suo ha ben pensato di avvinghiarsi stile koala. Alle 2 non respiravo più ...così, piano piano per non svegliare nessuno, sono scesa in cucina a bere un succo fresco. Incontro Miciosauro che staziona sul divano: poverino, ormai non prova nemmeno a entrare in camera da letto, troppo affollata!
Mi fermo a fargli qualche carezza, si vede che ne ha bisogno...
Salgo le scale, sposto un po' Pannolina e mi infilo sotto il piumone. Puzzolo si viene a piazzare sullo sterno...si vede che gli sono mancata. Leggero come il cinghiale della pubblicità. Pannolina piano piano si spinge coi piedini fino alle mie ascelle, per sentirsi abbracciare. Piccola. E chi la sposta dopo tanta fatica? Mr T si  avvinghia all' altro braccio.  E lì,  ai piedi del letto, spunta un capoccione morbido...è Miciosauro che ha vinto la ritrosia, si vede che quelle due carezze hanno risvegliato la nostalgia. Arriva a mettersi al suo posto preferito, sul mio cuscino,  strofinando il nasino sul mio collo.
Insomma...qui non si dorme niente!
Mi sveglio il mattino dopo disfatta,  mentre Mr T se ne va...sono acconciata come la ministra Fedeli,  e ho le borse sotto gli occhi. Ma i micioni fanno le fusa e Pannolina si gira verso di me sorridendo radiosa, sfrega il faccino sul davanti del mio pigiama...
Insomma, quella da cosleeper è una vita per dure, ma tanto tenerona!