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Natale: non aprite quel pacchetto

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Comincia il Natale e la corsa ai regali. E qui sento la necessità di raccontarvi come la vivo io, poveretta, declutteratrice, minimalista, decrescente…insomma, vi racconto il mio punto di vista sull’intera vicenda Natale e Consumismo.
Mi sono accorta che poche cose mi lasciano svuotata come accorgermi, la mattina di Natale, di quante cartacce e roba inutile siano entrate a casa mia a riempire e ingombrare. Vogliamo parlare dei litri di bagnoschiuma irrinunciabili allo zucchero filato, della consistenza del detersivo piatti? Ma quelli almeno si possono riutilizzare come sapone mani o shampo per auto! Il peggio invece è il ciarpame da cucina. Ho ricevuto un numero abnorme di tazze natalizie. Ecco, secondo me non esiste in assoluto una cosa più triste della tazza natalizia. Tipo che è febbraio e bevi il thè nella tazza con la renna. PERCHE’ deve esistere una cosa del genere? Mi replicherete: “puoi usarla solo a Natale”. Ha senso possedere una cosa usata SOLO a Natale, e che non è una d…

Quell’autunno poverello che riscalda i cuori

Stiamo ormai scivolando verso il Natale, e così potremo considerare archiviato l’autunno…almeno ‘psicologicamente’. L’autunno è stata a lungo la mia stagione preferita, per i nuovi inizi che porta con sé: l’anno scolastico nuovo di zecca, i quaderni profumati di nuovo, qualche felpa che s’aggiungeva all’armadio (rigorosamente di seconda mano da qualche cugina, buttava così anche al liceo ☹), le foglie che crocchiano sotto i piedi, saltare nelle pozzanghere con gli stivali di gomma, la pioggia che lava via la polvere d’estate… Tant’è che prima a Natale mi sentivo un po’ malinconica e la mia festa preferita restava Ognissanti -_- (bambina allegra, eh?) Crescendo ho imparato ad amare anche tutte le altre stagioni, giusto l’inverno mi sta un po’ sul Qlo – dal 7 gennaio in avanti – ma questa è un’altra storia. Resta però vero il fatto che adoro l’autunno, col suo carico incredibile di cose belle, poverelle ma belle, e quelle emozioni pacioccose che sa evocare (oggi co…

Il costumino della recita di Natale

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Questa è la storia di un orrido maglione da falegname, e di come realizzò il sogno di una bimba. Pannolina è una bambina davvero solare, sempre sorridente e paciosa, con una spiccata indole agricola… (tutti i giorni si incarica di spargere il becchime alle due gallinelle del nido dei sogni). Anche per questo le maestre hanno stabilito di darle la parte della contadinella nella recita di Natale. Però hanno bocciato il vestitino a fiori che le avevo dato come costume della recita di Natale: “è da contadina ricca! Non hai qualcosa di marrone, da bracciante poverella?” ORA: va bene accettare anche vestitini di seconda mano da amici e parenti, ma francamente quando mi danno una busta con abiti per Pannola, faccio una rigorosa cernita, quindi NO, non ho abiti da poveraccia per mia figlia! Però… Però ho un orribile maglione di MR T, una roba veramente brutta brutta che utilizzava in laboratorio perché “tiene caldo”. Quando si è bucato, ha avuto la faccia tosta di chiedermi di rammendarlo. …

Le peripezie della mamma alla mUoda

Sei mamma? Hai uno stile di vita che ti richiede più di un’occasione d’uso?
Ecco, a un certo punto scoprirai che quell’armadio minimal, quell’armadio capsula di 33 pezzi per 3 mesi che ti sei studiata con attenzioneha un difetto: è soggetto ad usura!

Ragazze, una moria. Scarpe rotte e logorate dall’inizio 2017: 6. Sono rimasti solo quei tacchi pressochè inutili, e le scarpe comprate solo per quella determinata camicia e basta!
Pantaloni eliminati: 3. Uno passato a miglior vita perché due taglie troppo grande (l’allattamento prolungato fa miracoli, e anche un po’ SCARNIFICA), uno per macchie indelebili, uno (il mio amatissimo jeans regular) strappato. Borsa nera: la cerniera non chiude più, la fodera strappata e rammendata in più punti...
Spazzola: ad ogni colpo di spazzola, partono via tre dentini.
Giubbetto mezza stagione: ha le cuciture così lise che si intravede l’imbottitura sotto.

…anche rendendomi conto che in passato avevo troppa, troppa roba, e non volendo più ricadere in certi estr…

Le pezze are back

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Innanzitutto un applauso alla ministra Lorenzin.
No, perché obiettivamente è difficile,  difficilissimo far arrabbiare almeno 3 milioni di italiani ogni volta che si apre bocca: ma lei ce la fa ogni volta.
Striscia la notizia ha intervistato la nostra in merito alla campagna di Civati contro la tassazione degli assorbenti al 22%. La ministra ha giustamente dichiarato di appofappoggiare l'iniziativa,  Salvo poi sbrodolare con un : "mica si può tornare all'800 con le pezze di cotone".
I beg  your pardon?
CERTO, CERTISSIMO CHE SI PUÒ! E aggiungerei: si deve.
Come sapete per Pannolina uso pannolini lavabili. Ma durante il periodo del puerperio mi sono convinta e sono passata anche per me al lato lavabile del ciclo.
Diciamo che un'episiotomia fatta in modo agghiacciante e particolarmente dolorosa da rimarginare mi ha convinta a utilizzare 2 assorbenti lavabili che avevo comprato,  più per curiosità che per convinzione,  ad una fiera. La svolta!morbidi,  lisci, molto p…

ma come cacchio faceva Cenerentola?!

Ci sono giorni che devi arrenderti all'evidenza: che per quanto poco vuoi consumare, acquistare, sprecare (in primo luogo per motivi monetari), arriva quel momento in cui devi mandare qualcosa nel paradiso degli oggetti vissuti.

Oggi è toccato a loro, le mie adorate ballerine nere invernali.

Sono con me, stabili e vissute, dal 2009 circa. Le ho messe con 'di tutto, di più'. E sembravano ancora due ragazzine. Ma oggi, improvvisamente, scendendo dal treno, s'è staccata mezza suola alla scarpa destra. A momenti inciampavo stampandomi sul muro di fronte, ma la dignità mi ha tenuto in piedi.

Due passi, e s'è staccata del tutto...e poiché sono scarpe con sotto il cartone, quindi difficilmente risuolabili (temo), non mi è restato che abbandonare lì, al cestino di rifiuti più vicino la suola di gomma. E ciabattare fino all'ufficio.


Il punto è che dopo un po’ ho dovuto scollare la suola anche dall’altra scarpa, per quanto ci provassi dondolavo in maniera ridicola, e temevo …

Vedere i drama su youtube è da poveri

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Apriamo la rubrica “cose che fanno i poveri”, che oggi interseca l’acclamata rubrica  “il Fi go ne del mese” (sospesa da tempo per mancanza di fi go ni). Tema dolente della vita povera è il divertimento, l’entertainment: divertirsi si sa che costa. Provateci voi ad andare in tre a mangiare la pizza, o anche solo al cinema; meno di 40 euro non se ne vanno. Che poi, andarci con una bimba di 1 anno è abbastanza impossibile (almeno il cinema). Resta a questo punto la passeggiata, la gita in auto o bici (meglio ancora, quella è proprio gratis), il pic nic…e al posto del cinema c’è internet! La pay tv manco la contemplo. A casa nostra abbiamo un magrissimo pacchetto per le partite di calcio, il vizio del mio juventinissimo marito Mr T, che è intoccabile (e che si paga di tasca sua col suo budget ‘vizietti’). Sarebbe pure inutile andare a pensare di aggiungere un pacchetto pay tv…perché la tv è occupata da lui, in primo luogo J e poi perché secondo me si rischia di perdere tempo guardando…